venerdì 14 febbraio 2014

ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND

<< Pensieri sparsi, per il giorno di San Valentino 2004. Oggi è una festa inventata dai fabbricanti di cartoline d'auguri per fare sentire di merda le persone. Non sono andato al lavoro oggi, ho preso il treno per Montauk, non so perché, non sono un tipo impulsivo. Forse mi sono svegliato solo un pò depresso. Devo far riparare la macchina >> monologo con cui Joel Barish ( un sublime Jim Carrey che già in "The Truman Show" e "Man on the moon" dimostro di essere davvero un attore coi controcoglioni e non solo un cabarettista ed interprete di film demenziali ) esordisce al pubblico con questa pellicola che, per il titolo insulso italiano ( non lo scriverò mai! ) venne snobbato quasi a priori nelle sale italiane nell'ormai lontano 2004, venendo etichettato ingiustamente ( purtroppo all'epoca anche dal sottoscritto... che testa di cazzo che sono! ) come una cagata di film sulla falsariga di "Se scappi ti sposo" ( anche in quell'occasione il titolo non c'entrava un cazzo con quello originale americano però obiettivamente parlando... quello era veramente un film brutto! )
Fortuna volle che dopo la distribuzione del film per il mercato home video in dvd e noleggio, con il titolo originale che venne finalmente mantenuto in quasi ogni dove del mondo ( compresa l'Italia per una buona volta ) la pellicola ottenne il successo ( tra l'altro vinse più che meritatamente il premio Oscar nel 2005 per la migliore sceneggiatura originale ) anche se il passaggio televisivo ( parlo sempre di quello gratuito, quelli privati a pagamento non li cago mai perché non ne dispongo per cui non contano ) come sempre non si dimostrò caloroso con i film che meriterebbero più seguito, trasmettendolo in terza serata ed ogni morte di papa ( la prima ed unica volta che lo vidi in televisione c'era ancora sul trono "Giovanni Paolo II" e da allora gli sono succedute ben altre due persone )
E' una storia d'amore con la A maiuscola quella fra Joel e Clementine ( Kate Winslet io ti amo e non scherzo, se leggerai mai questo blog è capisci l'taliano beh... ti amo, ti ho sempre amato da quando hai preso quel cazzo di transatlantico... amo tante altre donne ma amo anche te *.* ) Come ogni "vera" storia d'amore che si rispetti, la coppia scoppia. Dopo un rapporto intenso durato poco più di due anni fra gli immancabili alti e bassi ( io sono di quell'idea che l'amore deve averli i suoi alti e bassi perché se tutto fosse troppo perfetto persisterebbe la "noia" e il rapporto non avrebbe "anima" ) si lasceranno ed entrambi si sottoporranno alla cancellazione della memoria tramite la clinica Lacuna In. Perché questo amore è troppo forte, sono troppo diversi, si può dire che non hanno nulla in comune ma nonostante ciò si sono amati davvero e pur di non soffrire entrambi compieranno questo folle gesto convincendosi che sia l'unico modo. Ma il destino è imprevedibile, più che mai surreale in questo caso. Si rincontreranno nell'arco di poche ore dall'insano gesto, non si riconosco, nelle loro menti non si sono mai conosciuti. Bastano pochi gesti di Clementine, gli sguardi stalkeranti di Joel, ricadranno in quel vortice d'amore da cui sono voluti fuggire, perché entrambi sono legati da un filo rosso del destino. Lui ama lei e lei ama lui. Il film segue costantemente i pensieri di Joel, il suo sottoporsi a questa tecnica cancerogena del distruggere i ricordi, perché eliminare i ricordi non è una cosa salutare. E' sbagliata a prescindere. Sono questi che ci rendono ciò che siamo, le esperienze negative e positive,  rimarranno i ricordi proprio per non dimenticare, per provare dei sentimenti. E nel suo subconscio Joel se ne renderà conto cercando in tutti i modi di salvare il salvabile di ciò che rimane nella sua testa inerente alla ragazza che tanto amava, affrontando le sue paure più nascoste, i chiarimenti con se stesso e con Clementine che gli si pone come un angelo custode. Una figura che lui deve difendere a tutti i costi perché è il simbolo stesso dei suoi ricordi che prendono vita. Purtroppo per quanto possa essere forte di volontà, non riuscirà ad opporsi a questa macchina potente che deprederà tutto. Joel riuscirà comunque nel profondo del suo cuore a trovare le risposte e a superare tutto. Solo che non saprà mai di esserci riuscito proprio perché i ricordi inerenti a ciò andranno perduti.

 Eppure il fato è davvero dalla loro parte. Perché non solo si rincontrano dopo poche ore dal processo come ho detto prima, scopriranno anche per una serie di eventi di conoscersi da sempre e di essersi sottoposti a quel folle esperimento. Ed è qui che arriva la parte più bella, i due se ne fregheranno altamente delle conseguenze, sono consci di essere diversi e che potrebbero lasciarsi di nuovo, eppure se ne sbattono. Loro intenderanno comunque stare insieme finché durerà. Una storia d'amore con la A maiuscola come dicevo prima. Io personalmente credo che questo sia il film d'amore che rappresenti più di tutti questa categoria, non è per niente smielato, botta e risposte fantastici, situazioni e riflessioni 

poetiche. Possiamo fare come esempio solo il monologo iniziale di Joel. Tra l'altro questo film è ambientato nel giorno di San Valentino, la festa degli innamorati. Il 14 febbraio di esattamente dieci anni fa nel momento in cui sto scrivendo questo articolo. Profondo fino al midollo, colonna sonora curata dalle tracce suggestive di Jon Brion che accompagnano i momenti più salienti del rapporto fra i due protagonisti. I momenti magici e quelli tristi. Per non parlare della cover di "Everybody's got learn sometimes" dei "The Korgis" eseguita da "Beck", molto più malinconica è suggestiva di quella originale più melodica. http://www.youtube.com/watch?v=WIVh8Mu1a4Q
Nel cast figurano in ruoli minori Tom Willkinson, Kirsten Dunst, Mark Raffalo e Elijah Wood ( sono rispettivamente il capo e i collaboratori della clinica a cui Joel e Clementine si sottoporranno ) 
Solitamente non vi racconto tutta la trama sperando di invogliarvi a dare una possibilità all'opera di turno, questa volta non potevo non esternare tutto ciò che penso di questa pellicola raccontando tutto. Il mio seppur breve è una sorta di elogio a questa pellicola. Potrei stare ad elencarvi tante altre cose ma non intendo rubare altro tempo della vostra vita nella lettura di questo articolo. I punti più importanti li ho raccontati ed importa solo questo.














venerdì 31 gennaio 2014

RUBY SPARKS

"Ruby Sparks è un gioiellino"! Con questa affermazione il "The Times", famosissimo giornale britannico conosciuto appunto in tutto il mondo, descrive questa pellicola... non posso che concordare, quando hanno ragione hanno ragione! Si tratta indubbiamente di uno dei film più belli che abbia visto nell'arco dell'anno conclusosi da poco. Una volta finita la visione del film, l'entusiasmo era così grande che la prima cosa che pensai fu quella di scriverci direttamente una mia opinione personale sul blog decantandolo come "Dio" comanda... in questo caso come comando "Io". Ho desistito dal farlo fino ad ora perché non volevo lasciare che le mie emozioni andassero ad eccedere durante la scrittura. Solitamente quando scrivo i miei articoli cerco sempre di trattenere le emozioni e di esternarle con non troppa incisione ( l'unica eccezione finora riguarda "Little Miss Sunshine" che guarda caso con "Ruby Sparks" ha in comune di avere la stessa coppia di registi e l'attore protagonista ) per non dare l'illusione a chi legge, che ciò che ho apprezzato possa essere davvero un capolavoro e poi rimanerne deluso non provando le mie stesse sensazioni. Perché voglio ricordare ( e se non ne ho accennato in passato lo dico ora) che per me non esiste l'oggettività ma la soggettività! Ciò che per me può essere un capolavoro per un altro può essere tranquillamente una merda! e così via a catena. Siamo come dico sempre tutti esseri viventi che condividono lo stesso cielo ma che pensano in modo diverso. Ed è giusto così! Ciononostante questa mia premessa, non posso evitare di lodare questo film perché ha distanza di settimane ne sono ancora entusiasta. 
Seconda opera dei coniugi "Jonathan Dayton e Valerie Faris" a distanza di sei anni da "Little Miss Sunshine", "Ruby Sparks" è la storia di Calvin ( se prima avevo una buona opinione di Paul Dano, dopo questa pellicola lo reputo essere davvero una delle giovani leve più promettenti del cinema indipendente americano ) giovane scrittore che dopo lo straordinario successo della sua prima opera, viene colpito dalla ricorrente maledizione del "blocco dello scrittore" ( qui ha tutta la mia solidarietà... anche se onestamente il mio più che blocco è voglia di non fare un cazzo XD ) Sotto consiglio del suo psicologo e complice uno strano sogno riguardante una presenza femminile, comincerà a scrivere la storia di una sua ipotetica ragazza immaginaria. La "Ruby Sparks" del titolo ( una dolcissima, incantevole e simpatica Zoe Kazan, tra l'altro è lei ad avere scritto la sceneggiatura di questo film ). La ragazza del suo sogno particolare, la stessa persona che si materializza dal nulla a casa sua ( ...ma che cazzo?! ) Allo spettatore non è dato sapere come succede questa cosa, se per magia, per desiderio, o per Dio solo sa cos'altro, l'unica cosa che possiamo intuire per conto nostro andando avanti nella visione del film è che l'immaginazione di Calvin è qualcosa di veramente "unico". Ruby esiste veramente, tutti possono vederla, conversarci e toccarla. Come al solito non dico oltre della trama perché in cuor mio spero sempre ( almeno per i film se non per i libri ) che una volta letto il mio articolo possiate dargli una possibilità andando a recuperarlo. Questo film rientra sicuramente nelle categorie "sentimentale,drammatico e commedia brillante". Il film a mio modesto parere funziona, i due attori sono credibilissimi e affiatati ( Paul Dano e Zoe Kazan tra l'altro sono legati sentimentalmente anche nella realtà da diversi anni ) Le musiche che fanno da cornice alla pellicola sono incredibili, esprimono impeccabilmente le sensazioni di stupore e meraviglia, anche di gioia e malinconia in tutte le scene che lo richiedono. L'incipt della storia forse non è dei più originali però posso assicurare che lo svilupparsi di tutto il resto non è assolutamente tutto scontato. Fa riflettere molto! Sul lato tecnico non mi pronuncio perché non sono un esperto ma personalmente quelli che io chiamo i "colori autunnali da pellicola" ( parlo della fotografia della pellicola stessa ) mi garbano non poco. Nel cast in ruoli secondari ci stanno pure attori famosi del calibro di Antonio Banderas, Annette Bening e Steve Coogan... gli altri non so chi siano per cui non li elenco ( spero non me ne vogliano ma non credo si inculeranno questo articolo )
Naturalmente questo film è passato in sordina nel nostro paese. Precisamente non so dire quante copie sono state distribuite nelle sale italiane, so solo che come al solito si preferisce dare spazio ai "blockbuster" anziche ha film che nel bene o nel male hanno qualcosa da dire, lanciare anche se piccolo un messaggio... invece dei soliti film per cui sono stati sborsati miliardi di dollari e di cui alla fine oltre alla morale non hanno manco un cazzo di contenuto...
Consigliato assolutamente a tutti!








lunedì 27 gennaio 2014

BARBIE DEVE MORIRE di GENEA

Tutti noi bazzicando qua e la nelle librerie, sicuramente più di una volta abbiamo finito col fare un incontro insolito con un libro che, vuoi per l'immagine di copertina particolare o semplicemente per il titolo singolare, ha finito con l'attirare la nostra attenzione suscitando in noi un interesse sviscerale per tale opera. Addirittura senza pensarci manco una volta comprandolo a scatola chiusa non curandoci se il libro in questione possa trattare davvero qualcosa che stuzzichi il nostro interesse. Insomma renderci conto se stiamo buttando i soldi nel cesso o no!

E ciò che successe fra me è questo "Barbie deve morire" di "Genea", edito dalla "Newton Compton Editori" nella categoria "Vertigo Black". Lo comprai qualche anno fa ( alla modica cifra che potete notare posto sulla copertina ) senza sapere a cosa andassi incontro. Solo due cose mi erano date sapere, che si trattasse di un thriller o giù di lì e, che l'autrice di questa opera, "Genea" fosse una ragazza molto "cool" ( ... ok di quest'ultima affermazione potete farne a meno... però è bella *:* ) Cominciai a leggerlo trovando interessante che fosse narrato dal punto di vista della stessa protagonista ( è risaputo che noi maschi non capiamo una sega di voi femmine, quindi nella mia ingenuità ogni volta che leggo un libro narrato da appunto una femmina, ho la presunzione di pensare di riuscire a capire sempre qualcosa di più sulle donne... grandissima cazzata ovviamente ). Nonostante trovassi questa cosa interessante, quest'opera non riuscì ad immergermi completamente nella sua essenza tante è vero che dopo poche pagine, circa una trentina lo accantonai ( in realtà persi completamente voglia di continuare a leggere perché ho la brutta abitudine di andare a sbirciare le ultime pagine per vedere il sommario ed involontariamente, lessi le ultime due pagine spoilerandomi il finale -.- la cosa triste è che questo errore mi è capitato più di una volta )
Solo recentemente sono andato a riesumare questo titolo compiendo finalmente la mia missione di leggerlo tutto ( anche perché ogni volta che abbandono un titolo la reputo essere una sconfitta e più importante, non ricordavo più come finisse quindi a maggior ragione dovevo riprenderlo ) Ammetto che rispetto alla prima volta, l'ho trovato molto scorrevole e coinvolgente ( si può finire di leggerlo in meno di due ore facendo anche altre cose contemporaneamente ) La storia narra di Delphine, la tipica ragazza ventenne insoddisfatta che odia il mondo e tutto ciò che lo abita ad eccezione di se stessa. Egoista fino al midollo che per come si pone e seguendo i suoi ragionamenti, non può che starti sulle palle fin dal primo momento della lettura. Si innamorerà anche se non lo ammetterà mai a se stessa e al lettore di Narciso, tipico ragazzo senza personalità e passivo che per lei farebbe di tutto. La strana coppia! L''incontro fra questi due sancirà una discesa sempre più lenta e feroce verso una spirale dalla quale non riusciranno ad uscire ( e nel caso qualcuno si chiedesse da cosa, non intendo droga ma "macabro" )
Metto i puntini sulle i, questa lettura non mi è piaciuta ( parlando per i miei gusti personali ovviamente, soltanto perché non sono riuscito ad apprezzarlo non significa per forza che sia un brutto libro ) o meglio l'ho ritenuta "inutile". Non ha una morale, i spunti riflessivi se possiamo definirli così, non hanno senso ma proprio perché ciò che passa per la testa di Delphine non è normale. Qualunque persona sana di mente svilupperebbe una certa antipatia nei confronti di questa ragazza. Più andavo avanti nella lettura e più cresceva in me il senso di sferrarle un calcio nel culo infilando la punta della scarpa facendogli grondare sangue pur di farla stare zitta e nel finale ho goduto davvero tanto quando finalmente... scusatemi mi sono lasciato trascinare dalle emozioni XD
E' anche vero che questo personaggio è nato proprio per essere odiato dal lettore, ha il compito di suscitare nei confronti di noi che leggiamo ribrezzo per tutte le situazioni che succedono e che verranno. L'autrice è riuscita abilmente nell'intento e bene o male nonostante l'odio per Delphine il lettore è spronato a continuare la lettura perché vuole capire che cazzo sta succedendo e come dicevo prima, è leggera e per nulla pesante.
Lo consiglio a chi piace leggere storie "singolari" che non abbiano senso, a gente che non ha troppe pretese e sopratutto a persone che mostrano interesse per la perversione umana. Essendo questa sempre senza fine, non finisce mai di sorprendere nonostante si pensa di avere visto o sentito già di tutto. Perversioni di esseri che non hanno un'anima la cui unica cosa bella pare essere solo uno aspetto esteriore... come la "Barbie"



sabato 18 gennaio 2014

MORTE MALINCONIA DEL BAMBINO OSTRICA di TIM BURTON

Lettura atipica quella di cui vi scrivo questa volta, sia di gusto che di interesse personale ovviamente. Non sono un appassionato di poesie o di saggi o di aforismi ( questi ultimi forse già un pochetto di più ) E' un mondo che francamente non mi appartiene non essendo io in grado di cogliere certe sfaccettature di quello che intendono comunicare e trasmettere tali opere ( possono sembrare banali ma le poesie sono molto più complesse di quanto ci si possa immaginare, anche perché ciascun essere vivente è in grado di dargli un significato diverso e per alcune tale denominazione acquisisce un senso sempre diverso dalla prima volta ) Il mio bagaglio culturale in fatto di poesia posso dichiarare tranquillamente essersi concluso una volta finite le scuole superiori. Eppure recentemente ho acquistato questo "Morte Malinconica del bambino Ostrica" edito dalla "Einaudi" nella categoria "Stile libero". Questo libro è una raccolta di poesie o ballate dir si voglia, accompagnate da una serie di illustrazioni infantili disegnate dallo stesso autore. Piccole storie sotto forma di filastrocche e rima che narrano di bambini "grotteschi" che sono tutto tranne che felici, segnati da un destino per nulla roseo. La malinconia fa da padrone in queste storie, la diversità, l'ignoranza delle persone e in questo caso degli adulti nei confronti di questi bambini presentatici più volte come essere strani, non umani, con malformazioni di ogni tipo. Tutti che andranno in contro al proprio destino e non possono evitarlo. Dal momento in cui sono venuti al mondo, sono già stati segnati. Le illustrazioni che permeano nel volume, descrivono follemente tutto il disagio e la diversità di queste creature, così diverse ma così umane nei loro atteggiamenti ingenui ed infantili, proprio perché sono dei bambini. Sentimenti e sensazioni narrate più e più volte dall'autore in quasi tutte le sue opere che per chi ancora non lo avesse capito o non ha letto il titolo del post, trattasi di "Tim Burton". Famoso regista Hollywoodiano che nel suo piccolo ha contribuito a creare delle perle in termini visivi e malinconia. "Edward Mani di forbice", "Il mistero di Sleepy Hollow"."The Nightmare Before Christmas" da cui quest'ultimo si può notare lo stile grottesco nel design dei personaggi ( in realtà questo film non venne diretto da lui ma da "Henry Selick", amico dello stesso Burton, però fu lui a creare il soggetto della storia e tutti i singoli personaggi e ambienti con le sue illustrazioni ) e tanti altri...
Confesso tranquillamente che questo libro l'ho comprato proprio perché è stato scritto da Burton ( se lo avesse scritto qualcun'altro che non fosse conosciuto a livello mediatico sicuramente lo avrei lasciato sullo scaffale a prendere polvere... anche se devo ammettere che come titolo forse avrebbe comunque suscitato il mio interesse ) Nonostante abbia visto più o meno tutti i suoi film, non mi ritengo essere un suo fan. Senza dubbio adoro i tre film che ho citato prima ed in particolare il primo, "Edward Mani di forbice" che con le storie di questo libro ha molti punti in comune. Il tema della malinconia e della diversità trattati fino alla nausea dal loro creatore.
Questo libro mi sento sinceramente di consigliarlo a tutti tranquillamente, anche perché trattandosi di un libro di poesie è molto breve e per nulla pesante ( sono molto chiare e semplici da capire ) I disegni grotteschi di Burton che personalmente mi piacciono, fanno da cornice a queste brevi storie come dicevo prima, sono carucci nella loro semplicità e danno quel tocco di libro per bambini che sono in grado di rendere leggero qualsiasi cosa. La tristezza di queste storie non dovrebbe essere una grande fonte di ostacolo. Perché nella loro drammaticità sono ironiche e qualche sorriso bene o male lo strappano. Un esempio lo abbiamo con la storia di "Testa di Melone" che potete leggere qui sotto

                         Testa di Melone


C'era una volta una cupa testa di melone, se ne stava seduto tutto il giorno pensando a come togliersi di torno.
E fu l'ultima cosa che pensò, poi una grande suola lo schiacciò.





Ammetto che come storia è molto bastarda e triste però quando la lessi una risata mi scappò dettata dallo stupore ed ironia dell'avvenimento ( e poi tale reazione l'ha riscontrata pure una mia amica a cui la feci leggere quindi non sono solo io lo stronzo insensibile U.U ) Inoltre l'edizione di cui io dispongo è provvista delle poesie anche in lingua madre verso le ultime pagine. Ed in un certo senso è pure interessante come cosa quella del confronto del prodotto originale con quello adattato nella nostra lingua. Tradotta tra l'altro dal fu "Nico Orengo", ( autore di poesie che personalmente non conoscevo proprio perché come dissi ad inizio recensione, i libri di questo genere non li considerò ) che per l'occasione reinterpretò interamente le poesie creando delle filastrocche che mantennero comunque il significato di quelle di Burton ( anche perché tradurre papale papale le poesie in un altra lingua senza adattarle nel modo giusto non avrebbero senso ) Insomma un'edizione più che discreta.



martedì 31 dicembre 2013

LITTLE MISS SUNSHINE

Questa recensione mi duole dirvelo ma tocca cominciarla con una premessa. Devo togliermi subito un sassolino dalla scarpa lanciando tutto il mio disprezzo a chi gestisce i canali televisivi o quant'altro. Propongono la stessa merda ogni singolo giorno in orari decenti e quasi sempre, i film degni di nota o che almeno meriterebbero una particolare attenzione finiscono col correre subito nel dimenticatoio, venendo proiettati ad orari tutto tranne che fattibili... questo è uno schifo!

E' il caso di "Little Miss Sunshine", opera prima dei coniugi "Jonathan Dayton e Valerie Faris",  film datato 2006 che per l'epoca ricevette moltissime critiche positive, nomination e vari premi fra cui due statuette dei prestigiosissimi Academy Awards ( gli oscar insomma ) di cui una delle due per la migliore sceneggiatura originale. Premio più che meritato a mio modesto parere perché questo "Little Miss Sunshine" è indubbiamente uno dei film più originali e sinceri che siano apparsi negli ultimi dieci anni. A quanto pare è troppo poco per questo paese... 
Eppure ricordo ancora che all'epoca i trailer italiani che venivano proiettati saltuariamente in televisione ( nel 2006 internet era un mondo poco bazzicato e in via di sperimentazione rispetto ad oggi, trailer o spot vari non li reperivi con facilità ma solo tramite la vecchia scatola nera...  ora è di tutto tranne che una scatola ) osannavano questa pellicola, mostrando addirittura le impressioni calde di persone uscite da poco dalle sale che ne parlavano entusiaste. Purtroppo il trattamento non è stato dei migliori fin dal principio. Furono distribuite sul suolo nazionale pochissime copie che giusto quattro cinema in croce proiettarono e il film venne visto solo da quei pochi fortunati che ebbero la possibilità di vederlo anche tramite il passaparola di chi riuscì a gustarselo effettivamente. Io personalmente dovetti attendere l'acquisto del dvd mesi dopo, essendo uno dei tanti fortunati il cui l'unico cinema del paese non distribuì mai questa pellicola. Onestamente sulle reti private a pagamento non so quante volte ad oggi questo film sia stato proiettato, sta di fatto che da quanto ne so, in chiaro solo una volta fu proiettato in prima serata su canale cinque. Da allora non mi risulta essere stato trasmesso ancora. Fino alla notte passata. Il film è stato trasmesso questo 30 dicembre all'una del mattino su rete quattro dopo "Il Signore degli anelli-Le due torri". E qui arriviamo al punto della mia rabbia con i canali televisivi. Ma porca puttana con tutti i film che trasmettono, decidono per una buona volta di programmarlo perché cazzo non lo proiettano in prima serata?! Fosse un film non adatto ai bambini ( che poi film non adatti a questi ultimi ne trasmettono ad iosa ogni singolo momento rispetto ad una volta andando contro le restrizioni, bel lavoro di merda! ) capirei ma non è questo il caso! Molto bene, con questa lunga premessa ( e di questo mi scuso ) posso cominciare la recensione di questo film.
Olive ( una giovanissima Abigail Breslin che ottenne successo per questa interpretazione venendo nominata agli Oscar come migliore attrice non protagonista ) è una bambina di sette anni il cui sogno è quello di partecipare ad un concorso di bellezza ( il "Little Miss Sunshine" del titolo che nell'adattamento italiano venne tradotto come Miss California ) Vive con la famiglia composta dal padre Richard ( un convincente Greg Kinnear ) leader della famiglia è creatore dei suoi cosidetti " nove passi per raggiungere il successo" su cui basa ogni singola azione della sua vita, la madre Sheryl ( Una Tony Colette a mio parere oscurata da tutti i comprimari ma non per questo inadatta ) donna stressata e divorziata da un uomo da cui ebbe Dwayne ( interpretato da un mutissimo Paul Dano che come per la Breslin, ottenne fama internazionale per questo film ) ragazzo sedicenne che ha fatto voto del silenzio come protesta per riuscire ad iscriversi all'accademia aeronautica. A completare la cornice di questa famiglia ci sono lo zio Frank ( un Steve Carell magistrale che ho adorato da morire perché non ricopre il solito ruolo del cazzo di molti film demenziali ) fratello omosessuale di Sheryl e il nonno Edwin ( interpretato da uno strepitoso Alan Arkin che ottenne per questo ruolo la statuetta per il miglior attore non protagonista ) un vecchio eccentrico sniffatore di eroina ed ossessionato dal sesso. Un giorno come per magia arriverà una telefonata dove Olive verrà ammessa a gareggiare alle finali nazionali della tanto agognata gara di bellezza ( la prima in classifica per motivi di doping verrà esclusa ed allora toccherà alla nostra piccola subentrare essendosi classificatasi seconda ) e tutta la famiglia nel bene o male si ritroverà ad affrontare questo viaggio per la California su un vecchio pulmino ( un Volkswagen T2 ) per permettere a questa bambina di gareggiare cercando di realizzare il suo più grande sogno.

Come si sarà già capito dalla mia introduzione questo film lo adoro. Rientra nella categoria "Comedy Drama". Si può definire tranquillamente il classico film di formazione, tutti i personaggi dall'inizio della pellicola subiranno un cambiamento dettato dal percorso che affronteranno. Un percorso tutt'altro che roseo. Ovviamente non sta a me dirvi cosa succederà durante il viaggio che affronteranno per raggiungere la sede del concorso, finirei col rovinarvi la visione nel caso cominciaste ad interessarvi a questa pellicola la cui morale dovrebbe insegnare un sacco di cose. La famiglia "Hoover" indubbiamente non è l'archetipo della famiglia perfetta, andando ad analizzare i singoli componenti ci renderemmo conto di quanto siano imperfetti e "perdenti". Si! Avete letto bene, perdenti! Perché le loro azioni e il relazionarsi con la gente che li circonda non rispecchia assolutamente il programma dei "nove passi per raggiungere il successo" citato più volte nel corso della pellicola da Richard. Lui è il primo ad essere un perdente. Non ha le risorse economiche per dare alla famiglia un futuro decente. Cerca di raggiungere il traguardo di una strada che ancora non è riuscito a percorrere. Non riesce ad ammetterlo. Frank ha tentato il suicidio in seguito ad una delusione sentimentale e ad una professionale, le cose più importanti della sua vita non è riuscito a tenersele per se. Dwayne cerca in tutti i modi di raggiungere il suo scopo ignaro che per ironia della sorte per un problema fisico non potrà mai far parte dell'accademia aeronautica... ok mi fermò qui altrimenti rischio di fare davvero troppe anticipazioni. L'unica persona che si salva su questo punto di vista è Olive. Essendo la più piccola e "innocente" del gruppo, tenteranno in tutti i modi di aiutarla ed impedire che lei a sua volta diventi una perdente come tutti loro. Non sarà un'impresa facile ma loro cercheranno ugualmente di darle le possibilità di cui chiunque ha giustamente bisogno finendo col dimostrarsi una famiglia strana ma più unita di quanto possono essere quelle normali.
Il film è impreziosito dalla colonna sonora curata dai "DeVotchKa" la cui canzone "How it ends" fu riadattata in chiave strumentale col nome di "The winner is" svolgendo il ruolo di tema portante della pellicola, le scene più significative saranno tutte accompagnate da questo bellissimo e malinconico tema ( un esempio lo ritroviamo nella magnifica sequenza di apertura del film che riprende i personaggi principali presentandoceli uno ad uno dove il tema parte lento per poi eccedere in potenza ) http://www.youtube.com/watch?v=RSF21mYLnNI

Concludo consigliando caldamente il film a tutti. Si ride, piange e sicuramente può indurre alla riflessione generale su certi aspetti della vita, triste e crudele molte volte ma non per questo bisogna smettere di lottare per renderla migliore e più interessante di quanto potrebbe essere.

mercoledì 25 dicembre 2013

AUGURI DI UN BUON NATALE E BUONE FESTE

Non ci sarebbe molto da dire, il titolo di questo post dice già tutto però, un paio di cose sento di doverle esternare ( molto probabilmente non se le inculerà nessuno come è capitato con i post precedenti -.- ma che me frega a me piace scrivere e non importa se nessuno leggerà, rileggerò io quando sarà tempo debito e quasi sicuramente ci scapperà un sorriso ^-^ ). Il Natale è indubbiamente una festività per bambini, la gioia dei regali, delle sorprese e delle emozioni, addirittura la figura della nascita di Gesù bambino viene omessa il più delle volte per dar spazio al barbuto ciccione vestito di rosso atteso con trepidazione da tutti quei angioletti sorridenti colmi di quell'innocenza che li contraddistingue e che una volta cresciuti è persa per sempre. C'è però un fattore che sembra essere scontato ma viene quasi sempre trascurato perché dentro di noi abbiamo di tutto tranne che la gioia e l'affetto. Parlo della famiglia, si perché il Natale è prima di tutto una festa per le famiglie, rincontrarsi tutti almeno una volta all'anno e cercare di essere uniti e vivere le gioie e le cose belle che questa festività dovrebbe regalare. Purtroppo non è più così. Di anno in anno peggiora sempre di più. Se poi contiamo il fattore che certa gente ( compresa il sottoscritto ) non sia legata a certe tradizioni, che le trovi pallose sotto certi aspetti, essere costretti di stare con persone che durante l'arco dell'anno hanno finito con il litigarci, compiere delle crociate per un fottutissimo orgoglio che non serve ad un cazzo! Diventa sempre tutto più triste e schifoso. Ora detto da me ( che non ho lo spirito di questa festività da non so più quanti anni, che reputo essere una rottura di palle stare tutti in famiglia perché non ho alcun tipo di legame sincero con la maggior parte di essi ) è un controsenso ma... è solo un giorno che capita una volta all'anno, vediamo di godercelo il più tranquillamente possibile e gioiosamente se si riesce. Viviamo ogni singolo momento di questa giornata pensando alle cose più belle ( fingete se è necessario ) ma non roviniamola a chi ci crede tutt'ora. Non sto parlando dei bimbi ma di quelle persone adulte che ci credono sinceramente e che risulta essere tutto per loro ( non costa nulla tanto il giorno dopo potete mandare a fanculo di nuovo tutto senza problemi U.U ) Detto questo ancora i miei più sinceri e sentiti auguri di un Buon Natale a tutti! 







sabato 21 dicembre 2013

THE JULIETTE SOCIETY di SASHA GREY

Se io volessi porvi una domanda del tipo... chi è "Sasha Grey"? Sapreste darmi una risposta?... mmh lo sospettavo, con tutte quelle mani alzate e quelle espressioni di approvazione non posso fare a meno di constatare che tutti voi abbiate idea di chi stia parlando... zozzoni! Ovviamente sto scherzando ci mancherebbe d'altronde, di questi tempi chiunque sa chi sia "Sasha Grey", indipendentemente da chi abbia visto un suo filmato o no... per quei pochi ( ma veramente pochi credo ) non sappiano di cosa stia parlando, intendo proprio filmati pornografici. "Sasha Grey" ( pseudonimo di "Marina Ann Hantzis" ) è una attrice ( ex ad essere precisi ) di film hard conosciuta a livello internazionale nonostante la giovane età, classe del 1988 ( wow come la mia *.*... ma questo non gliene frega un beneamato cavolo a nessuno... ) che recentemente si è dedicata al campo cinematografico vero ( quindi film per tutti senza discriminazioni di pubblico... o almeno credo ) e nel campo letterale. Ed è proprio di quest'ultimo che voglio parlare affrontando con voi, la mia personale opinione sul suo romanzo d'esordio vale a dire la/il ( non so che articolo italiano mettere prima di un articolo inglese in una frase -.- ) "The Juliette Society" del titolo di questo post/articolo.

Da notare la bellissima copertina edita dalla "Rizzoli" nella collana "Controtempo" di cui adoro in modo particolare il colore verde mare con farne da sfondo solo una palpebra chiusa e, a fianco l'autrice nel meglio della sua forma... e delle sue forme...





La storia di questo libro è semplicissima, narra di Catherine una ragazza come tante, studentessa universitaria di una facoltà di cinema, ossessionata dalle sua fantasie erotiche e disinibite, fidanzata con un ragazzo del quale è completamente ossessionata e di cui non può fare a meno, migliore amica ( in realtà le due si conosco da veramente poco per definirsi tali però se Catherine la definisce tale non intendo contraddirla U.U ) di una ragazza provocante e disinibita che per pagare la retta del college svolge come lavoro part time quello di una modella per un sito indirizzato a depravati che si eccitano nel vedere giovani e belle ragazze in atti di sodomizzazione ( di cui tra l'altro pare andare fiera da come ne parla entusiasta quando lo racconterà alla nostra protagonista ). Insomma come dicevo la nostra Catherine è una ragazza come tante.
Ok... tutto qui?! Si! Possiamo dire tranquillamente che la trama non è il punto forte di questo romanzo. Ma allora come fa ad essere diventato un fenomeno mediatico? ( parlo per gli U.S.A. ovviamente, in Italia non credo se lo siano inculato in molti... anche perché a quanto ne so, i fan di "Sasha Grey" non sanno manco leggere... ) La risposta è ovvia, lo ha scritto "Sasha Grey". Se ne sono dette tante sull'opera prima della nostra bellissima autrice, c'è chi lo ha reputato degno di nota e addirittura unico nel suo genere e chi lo ha completamente stroncato definendolo ciarpame. Io sinceramente non saprei dove pormi fra queste due fazioni, indubbiamente lo reputo essere una porcata sotto certi aspetti. Vi basta pensare che per la maggior parte dei capitoli la nostra protagonista racconterà esplicitamente ( finendo col ripetersi a mio parere alcune volte ) tutte le perversioni che le vengono sul momento inserendo troppe cose gratuite, cosa farebbe al suo insegnante della facoltà, un eventuale "menage a trois" con il suo ragazzo e la sua migliore amica, vedere magari solo il suo Jack ( il ragazzo ) copulare con Anna ( la migliore amica ) oppure farsi dell'autoerotismo pensando ai capolavori di cineasti che hanno fatto la storia del cinema come "Orson Welles" o " Stanley Kubrick", giusto per citarne un paio ( i più importanti sempre a mio parere ). Insomma come detto poc'anzi troppa roba gratuita! E' anche vero che durante la lettura leggendo tutte le perversioni di Catherine, narrate con l'utilizzo della prima persona, mi ha fatto capire quanto sia importante per l'autrice il sesso. Lo racconta così profondamente che nel mentre della lettura, ( chiedo scusa se esco fuori dall'argomento per un attimo ma è per specificare ) ho dovuto interrompere per fare una capatina su internet e sbirciare uno dei suoi video giusto per vedere con i miei occhi in forma pratica ( perché potete crederci o meno, appartengo a quella schiera di persone che conoscono "Sasha Grey" di fama perché se ne è parlato troppo e non per aver visto i suoi video su internet ) se effettivamente lo fosse davvero. Però è anche vero che reputo tale opera interessante per i seguenti fattori. Le sue personali opinioni sul cinema come forma d'arte contorcendole con pensieri impuri mi hanno intrigato non poco, l'autrice ci fa capire che è molto preparata su questo argomento e le sue non sono solo chiacchere, ne sa davvero tanto sul campo cinefilo. Un esempio palpabile è la sua metafora di "Quarto Potere" del prima citato "Orson Welles", essere tutt'ora ritenuto il film più importante di tutti i tempi dove spiega perché il protagonista riscontra i problemi che lo affliggeranno, girando sempre tutto intorno allo stesso movente, il sesso! Oppure la componente noir che si attinge nel romanzo verso la metà della storia facendo il verso bene o male all' "Eyes Wide Shut" di "Stanley Kubrick" con questa setta il cui nome da il titolo del romanzo"The Juliette Society". Il fattore noir ammetto essere il movente che incise nel farmi acquistare questo libro quando lo sfogliai in libreria. Perché sul retro di copertina lessi questa frase che mi colpì.







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"Raymond Chandler", che per chi non lo sapesse fu uno scrittore di romanzi gialli/polizieschi ed uno dei maggiori esponenti in particolare dell'Hard boiled ( ok ammetto che se non lo avessi studiato a scuola non saprei manco chi cazzo fosse stato questo autore e molto probabilmente l'acquisto di questo libro non ci sarebbe mai stato perché avrei finito col ritenerlo solo erotico e basta ) Comunque come stile noir è ancora acerbo ( non sono un esperto lettore di questo genere ma non credo possa ritenersi perfetto ciò che ha scritto la cara Sasha, certe cose mi sono parse un pò forzate e senza senso, opinione personale ) ma nel complesso ci può stare, essendo tra l'altro questa la sua prima opera, certe cose si possono perdonare ( vabbé io la perdonavo a prescindere è una bellissima ragazza U.U )

Per concludere a mio parere il punto più forte di questa opera è indubbiamente la scrittura diretta dell'autrice, eccessivamente in certi casi ma questo me lo ha fatto apprezzare maggiormente. Non annoia, vuoi capire dove andrà a parare ( almeno io volevo capirlo ) ed è stato scritto da "Sasha Grey"... si lo so è un motivo del cazzo. Devo ammettere però che al contempo è anche il punto più debole, non credo a molti possa piacere questo dato che smonta completamente il politicamente corretto di ogni singola cosa. Detto ciò lo consiglio a chi cerca qualche lettura diversa, diretta e senza tabù. Per chi invece è moralista e sensibile a certi argomenti gli sconsiglio la lettura e l'acquisto.