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venerdì 14 febbraio 2014

ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND

<< Pensieri sparsi, per il giorno di San Valentino 2004. Oggi è una festa inventata dai fabbricanti di cartoline d'auguri per fare sentire di merda le persone. Non sono andato al lavoro oggi, ho preso il treno per Montauk, non so perché, non sono un tipo impulsivo. Forse mi sono svegliato solo un pò depresso. Devo far riparare la macchina >> monologo con cui Joel Barish ( un sublime Jim Carrey che già in "The Truman Show" e "Man on the moon" dimostro di essere davvero un attore coi controcoglioni e non solo un cabarettista ed interprete di film demenziali ) esordisce al pubblico con questa pellicola che, per il titolo insulso italiano ( non lo scriverò mai! ) venne snobbato quasi a priori nelle sale italiane nell'ormai lontano 2004, venendo etichettato ingiustamente ( purtroppo all'epoca anche dal sottoscritto... che testa di cazzo che sono! ) come una cagata di film sulla falsariga di "Se scappi ti sposo" ( anche in quell'occasione il titolo non c'entrava un cazzo con quello originale americano però obiettivamente parlando... quello era veramente un film brutto! )
Fortuna volle che dopo la distribuzione del film per il mercato home video in dvd e noleggio, con il titolo originale che venne finalmente mantenuto in quasi ogni dove del mondo ( compresa l'Italia per una buona volta ) la pellicola ottenne il successo ( tra l'altro vinse più che meritatamente il premio Oscar nel 2005 per la migliore sceneggiatura originale ) anche se il passaggio televisivo ( parlo sempre di quello gratuito, quelli privati a pagamento non li cago mai perché non ne dispongo per cui non contano ) come sempre non si dimostrò caloroso con i film che meriterebbero più seguito, trasmettendolo in terza serata ed ogni morte di papa ( la prima ed unica volta che lo vidi in televisione c'era ancora sul trono "Giovanni Paolo II" e da allora gli sono succedute ben altre due persone )
E' una storia d'amore con la A maiuscola quella fra Joel e Clementine ( Kate Winslet io ti amo e non scherzo, se leggerai mai questo blog è capisci l'taliano beh... ti amo, ti ho sempre amato da quando hai preso quel cazzo di transatlantico... amo tante altre donne ma amo anche te *.* ) Come ogni "vera" storia d'amore che si rispetti, la coppia scoppia. Dopo un rapporto intenso durato poco più di due anni fra gli immancabili alti e bassi ( io sono di quell'idea che l'amore deve averli i suoi alti e bassi perché se tutto fosse troppo perfetto persisterebbe la "noia" e il rapporto non avrebbe "anima" ) si lasceranno ed entrambi si sottoporranno alla cancellazione della memoria tramite la clinica Lacuna In. Perché questo amore è troppo forte, sono troppo diversi, si può dire che non hanno nulla in comune ma nonostante ciò si sono amati davvero e pur di non soffrire entrambi compieranno questo folle gesto convincendosi che sia l'unico modo. Ma il destino è imprevedibile, più che mai surreale in questo caso. Si rincontreranno nell'arco di poche ore dall'insano gesto, non si riconosco, nelle loro menti non si sono mai conosciuti. Bastano pochi gesti di Clementine, gli sguardi stalkeranti di Joel, ricadranno in quel vortice d'amore da cui sono voluti fuggire, perché entrambi sono legati da un filo rosso del destino. Lui ama lei e lei ama lui. Il film segue costantemente i pensieri di Joel, il suo sottoporsi a questa tecnica cancerogena del distruggere i ricordi, perché eliminare i ricordi non è una cosa salutare. E' sbagliata a prescindere. Sono questi che ci rendono ciò che siamo, le esperienze negative e positive,  rimarranno i ricordi proprio per non dimenticare, per provare dei sentimenti. E nel suo subconscio Joel se ne renderà conto cercando in tutti i modi di salvare il salvabile di ciò che rimane nella sua testa inerente alla ragazza che tanto amava, affrontando le sue paure più nascoste, i chiarimenti con se stesso e con Clementine che gli si pone come un angelo custode. Una figura che lui deve difendere a tutti i costi perché è il simbolo stesso dei suoi ricordi che prendono vita. Purtroppo per quanto possa essere forte di volontà, non riuscirà ad opporsi a questa macchina potente che deprederà tutto. Joel riuscirà comunque nel profondo del suo cuore a trovare le risposte e a superare tutto. Solo che non saprà mai di esserci riuscito proprio perché i ricordi inerenti a ciò andranno perduti.

 Eppure il fato è davvero dalla loro parte. Perché non solo si rincontrano dopo poche ore dal processo come ho detto prima, scopriranno anche per una serie di eventi di conoscersi da sempre e di essersi sottoposti a quel folle esperimento. Ed è qui che arriva la parte più bella, i due se ne fregheranno altamente delle conseguenze, sono consci di essere diversi e che potrebbero lasciarsi di nuovo, eppure se ne sbattono. Loro intenderanno comunque stare insieme finché durerà. Una storia d'amore con la A maiuscola come dicevo prima. Io personalmente credo che questo sia il film d'amore che rappresenti più di tutti questa categoria, non è per niente smielato, botta e risposte fantastici, situazioni e riflessioni 

poetiche. Possiamo fare come esempio solo il monologo iniziale di Joel. Tra l'altro questo film è ambientato nel giorno di San Valentino, la festa degli innamorati. Il 14 febbraio di esattamente dieci anni fa nel momento in cui sto scrivendo questo articolo. Profondo fino al midollo, colonna sonora curata dalle tracce suggestive di Jon Brion che accompagnano i momenti più salienti del rapporto fra i due protagonisti. I momenti magici e quelli tristi. Per non parlare della cover di "Everybody's got learn sometimes" dei "The Korgis" eseguita da "Beck", molto più malinconica è suggestiva di quella originale più melodica. http://www.youtube.com/watch?v=WIVh8Mu1a4Q
Nel cast figurano in ruoli minori Tom Willkinson, Kirsten Dunst, Mark Raffalo e Elijah Wood ( sono rispettivamente il capo e i collaboratori della clinica a cui Joel e Clementine si sottoporranno ) 
Solitamente non vi racconto tutta la trama sperando di invogliarvi a dare una possibilità all'opera di turno, questa volta non potevo non esternare tutto ciò che penso di questa pellicola raccontando tutto. Il mio seppur breve è una sorta di elogio a questa pellicola. Potrei stare ad elencarvi tante altre cose ma non intendo rubare altro tempo della vostra vita nella lettura di questo articolo. I punti più importanti li ho raccontati ed importa solo questo.














venerdì 31 gennaio 2014

RUBY SPARKS

"Ruby Sparks è un gioiellino"! Con questa affermazione il "The Times", famosissimo giornale britannico conosciuto appunto in tutto il mondo, descrive questa pellicola... non posso che concordare, quando hanno ragione hanno ragione! Si tratta indubbiamente di uno dei film più belli che abbia visto nell'arco dell'anno conclusosi da poco. Una volta finita la visione del film, l'entusiasmo era così grande che la prima cosa che pensai fu quella di scriverci direttamente una mia opinione personale sul blog decantandolo come "Dio" comanda... in questo caso come comando "Io". Ho desistito dal farlo fino ad ora perché non volevo lasciare che le mie emozioni andassero ad eccedere durante la scrittura. Solitamente quando scrivo i miei articoli cerco sempre di trattenere le emozioni e di esternarle con non troppa incisione ( l'unica eccezione finora riguarda "Little Miss Sunshine" che guarda caso con "Ruby Sparks" ha in comune di avere la stessa coppia di registi e l'attore protagonista ) per non dare l'illusione a chi legge, che ciò che ho apprezzato possa essere davvero un capolavoro e poi rimanerne deluso non provando le mie stesse sensazioni. Perché voglio ricordare ( e se non ne ho accennato in passato lo dico ora) che per me non esiste l'oggettività ma la soggettività! Ciò che per me può essere un capolavoro per un altro può essere tranquillamente una merda! e così via a catena. Siamo come dico sempre tutti esseri viventi che condividono lo stesso cielo ma che pensano in modo diverso. Ed è giusto così! Ciononostante questa mia premessa, non posso evitare di lodare questo film perché ha distanza di settimane ne sono ancora entusiasta. 
Seconda opera dei coniugi "Jonathan Dayton e Valerie Faris" a distanza di sei anni da "Little Miss Sunshine", "Ruby Sparks" è la storia di Calvin ( se prima avevo una buona opinione di Paul Dano, dopo questa pellicola lo reputo essere davvero una delle giovani leve più promettenti del cinema indipendente americano ) giovane scrittore che dopo lo straordinario successo della sua prima opera, viene colpito dalla ricorrente maledizione del "blocco dello scrittore" ( qui ha tutta la mia solidarietà... anche se onestamente il mio più che blocco è voglia di non fare un cazzo XD ) Sotto consiglio del suo psicologo e complice uno strano sogno riguardante una presenza femminile, comincerà a scrivere la storia di una sua ipotetica ragazza immaginaria. La "Ruby Sparks" del titolo ( una dolcissima, incantevole e simpatica Zoe Kazan, tra l'altro è lei ad avere scritto la sceneggiatura di questo film ). La ragazza del suo sogno particolare, la stessa persona che si materializza dal nulla a casa sua ( ...ma che cazzo?! ) Allo spettatore non è dato sapere come succede questa cosa, se per magia, per desiderio, o per Dio solo sa cos'altro, l'unica cosa che possiamo intuire per conto nostro andando avanti nella visione del film è che l'immaginazione di Calvin è qualcosa di veramente "unico". Ruby esiste veramente, tutti possono vederla, conversarci e toccarla. Come al solito non dico oltre della trama perché in cuor mio spero sempre ( almeno per i film se non per i libri ) che una volta letto il mio articolo possiate dargli una possibilità andando a recuperarlo. Questo film rientra sicuramente nelle categorie "sentimentale,drammatico e commedia brillante". Il film a mio modesto parere funziona, i due attori sono credibilissimi e affiatati ( Paul Dano e Zoe Kazan tra l'altro sono legati sentimentalmente anche nella realtà da diversi anni ) Le musiche che fanno da cornice alla pellicola sono incredibili, esprimono impeccabilmente le sensazioni di stupore e meraviglia, anche di gioia e malinconia in tutte le scene che lo richiedono. L'incipt della storia forse non è dei più originali però posso assicurare che lo svilupparsi di tutto il resto non è assolutamente tutto scontato. Fa riflettere molto! Sul lato tecnico non mi pronuncio perché non sono un esperto ma personalmente quelli che io chiamo i "colori autunnali da pellicola" ( parlo della fotografia della pellicola stessa ) mi garbano non poco. Nel cast in ruoli secondari ci stanno pure attori famosi del calibro di Antonio Banderas, Annette Bening e Steve Coogan... gli altri non so chi siano per cui non li elenco ( spero non me ne vogliano ma non credo si inculeranno questo articolo )
Naturalmente questo film è passato in sordina nel nostro paese. Precisamente non so dire quante copie sono state distribuite nelle sale italiane, so solo che come al solito si preferisce dare spazio ai "blockbuster" anziche ha film che nel bene o nel male hanno qualcosa da dire, lanciare anche se piccolo un messaggio... invece dei soliti film per cui sono stati sborsati miliardi di dollari e di cui alla fine oltre alla morale non hanno manco un cazzo di contenuto...
Consigliato assolutamente a tutti!








martedì 31 dicembre 2013

LITTLE MISS SUNSHINE

Questa recensione mi duole dirvelo ma tocca cominciarla con una premessa. Devo togliermi subito un sassolino dalla scarpa lanciando tutto il mio disprezzo a chi gestisce i canali televisivi o quant'altro. Propongono la stessa merda ogni singolo giorno in orari decenti e quasi sempre, i film degni di nota o che almeno meriterebbero una particolare attenzione finiscono col correre subito nel dimenticatoio, venendo proiettati ad orari tutto tranne che fattibili... questo è uno schifo!

E' il caso di "Little Miss Sunshine", opera prima dei coniugi "Jonathan Dayton e Valerie Faris",  film datato 2006 che per l'epoca ricevette moltissime critiche positive, nomination e vari premi fra cui due statuette dei prestigiosissimi Academy Awards ( gli oscar insomma ) di cui una delle due per la migliore sceneggiatura originale. Premio più che meritato a mio modesto parere perché questo "Little Miss Sunshine" è indubbiamente uno dei film più originali e sinceri che siano apparsi negli ultimi dieci anni. A quanto pare è troppo poco per questo paese... 
Eppure ricordo ancora che all'epoca i trailer italiani che venivano proiettati saltuariamente in televisione ( nel 2006 internet era un mondo poco bazzicato e in via di sperimentazione rispetto ad oggi, trailer o spot vari non li reperivi con facilità ma solo tramite la vecchia scatola nera...  ora è di tutto tranne che una scatola ) osannavano questa pellicola, mostrando addirittura le impressioni calde di persone uscite da poco dalle sale che ne parlavano entusiaste. Purtroppo il trattamento non è stato dei migliori fin dal principio. Furono distribuite sul suolo nazionale pochissime copie che giusto quattro cinema in croce proiettarono e il film venne visto solo da quei pochi fortunati che ebbero la possibilità di vederlo anche tramite il passaparola di chi riuscì a gustarselo effettivamente. Io personalmente dovetti attendere l'acquisto del dvd mesi dopo, essendo uno dei tanti fortunati il cui l'unico cinema del paese non distribuì mai questa pellicola. Onestamente sulle reti private a pagamento non so quante volte ad oggi questo film sia stato proiettato, sta di fatto che da quanto ne so, in chiaro solo una volta fu proiettato in prima serata su canale cinque. Da allora non mi risulta essere stato trasmesso ancora. Fino alla notte passata. Il film è stato trasmesso questo 30 dicembre all'una del mattino su rete quattro dopo "Il Signore degli anelli-Le due torri". E qui arriviamo al punto della mia rabbia con i canali televisivi. Ma porca puttana con tutti i film che trasmettono, decidono per una buona volta di programmarlo perché cazzo non lo proiettano in prima serata?! Fosse un film non adatto ai bambini ( che poi film non adatti a questi ultimi ne trasmettono ad iosa ogni singolo momento rispetto ad una volta andando contro le restrizioni, bel lavoro di merda! ) capirei ma non è questo il caso! Molto bene, con questa lunga premessa ( e di questo mi scuso ) posso cominciare la recensione di questo film.
Olive ( una giovanissima Abigail Breslin che ottenne successo per questa interpretazione venendo nominata agli Oscar come migliore attrice non protagonista ) è una bambina di sette anni il cui sogno è quello di partecipare ad un concorso di bellezza ( il "Little Miss Sunshine" del titolo che nell'adattamento italiano venne tradotto come Miss California ) Vive con la famiglia composta dal padre Richard ( un convincente Greg Kinnear ) leader della famiglia è creatore dei suoi cosidetti " nove passi per raggiungere il successo" su cui basa ogni singola azione della sua vita, la madre Sheryl ( Una Tony Colette a mio parere oscurata da tutti i comprimari ma non per questo inadatta ) donna stressata e divorziata da un uomo da cui ebbe Dwayne ( interpretato da un mutissimo Paul Dano che come per la Breslin, ottenne fama internazionale per questo film ) ragazzo sedicenne che ha fatto voto del silenzio come protesta per riuscire ad iscriversi all'accademia aeronautica. A completare la cornice di questa famiglia ci sono lo zio Frank ( un Steve Carell magistrale che ho adorato da morire perché non ricopre il solito ruolo del cazzo di molti film demenziali ) fratello omosessuale di Sheryl e il nonno Edwin ( interpretato da uno strepitoso Alan Arkin che ottenne per questo ruolo la statuetta per il miglior attore non protagonista ) un vecchio eccentrico sniffatore di eroina ed ossessionato dal sesso. Un giorno come per magia arriverà una telefonata dove Olive verrà ammessa a gareggiare alle finali nazionali della tanto agognata gara di bellezza ( la prima in classifica per motivi di doping verrà esclusa ed allora toccherà alla nostra piccola subentrare essendosi classificatasi seconda ) e tutta la famiglia nel bene o male si ritroverà ad affrontare questo viaggio per la California su un vecchio pulmino ( un Volkswagen T2 ) per permettere a questa bambina di gareggiare cercando di realizzare il suo più grande sogno.

Come si sarà già capito dalla mia introduzione questo film lo adoro. Rientra nella categoria "Comedy Drama". Si può definire tranquillamente il classico film di formazione, tutti i personaggi dall'inizio della pellicola subiranno un cambiamento dettato dal percorso che affronteranno. Un percorso tutt'altro che roseo. Ovviamente non sta a me dirvi cosa succederà durante il viaggio che affronteranno per raggiungere la sede del concorso, finirei col rovinarvi la visione nel caso cominciaste ad interessarvi a questa pellicola la cui morale dovrebbe insegnare un sacco di cose. La famiglia "Hoover" indubbiamente non è l'archetipo della famiglia perfetta, andando ad analizzare i singoli componenti ci renderemmo conto di quanto siano imperfetti e "perdenti". Si! Avete letto bene, perdenti! Perché le loro azioni e il relazionarsi con la gente che li circonda non rispecchia assolutamente il programma dei "nove passi per raggiungere il successo" citato più volte nel corso della pellicola da Richard. Lui è il primo ad essere un perdente. Non ha le risorse economiche per dare alla famiglia un futuro decente. Cerca di raggiungere il traguardo di una strada che ancora non è riuscito a percorrere. Non riesce ad ammetterlo. Frank ha tentato il suicidio in seguito ad una delusione sentimentale e ad una professionale, le cose più importanti della sua vita non è riuscito a tenersele per se. Dwayne cerca in tutti i modi di raggiungere il suo scopo ignaro che per ironia della sorte per un problema fisico non potrà mai far parte dell'accademia aeronautica... ok mi fermò qui altrimenti rischio di fare davvero troppe anticipazioni. L'unica persona che si salva su questo punto di vista è Olive. Essendo la più piccola e "innocente" del gruppo, tenteranno in tutti i modi di aiutarla ed impedire che lei a sua volta diventi una perdente come tutti loro. Non sarà un'impresa facile ma loro cercheranno ugualmente di darle le possibilità di cui chiunque ha giustamente bisogno finendo col dimostrarsi una famiglia strana ma più unita di quanto possono essere quelle normali.
Il film è impreziosito dalla colonna sonora curata dai "DeVotchKa" la cui canzone "How it ends" fu riadattata in chiave strumentale col nome di "The winner is" svolgendo il ruolo di tema portante della pellicola, le scene più significative saranno tutte accompagnate da questo bellissimo e malinconico tema ( un esempio lo ritroviamo nella magnifica sequenza di apertura del film che riprende i personaggi principali presentandoceli uno ad uno dove il tema parte lento per poi eccedere in potenza ) http://www.youtube.com/watch?v=RSF21mYLnNI

Concludo consigliando caldamente il film a tutti. Si ride, piange e sicuramente può indurre alla riflessione generale su certi aspetti della vita, triste e crudele molte volte ma non per questo bisogna smettere di lottare per renderla migliore e più interessante di quanto potrebbe essere.

mercoledì 18 dicembre 2013

Il GIORNO IN PIU' di FABIO VOLO

Ciao a tutti, vi pongo una domanda a bruciapelo, vi è mai capitato di leggere un libro e di rimanerne delusi?
Hai detto di si? Perfetto... tu invece dici di no? Beh buon per te... tranquillo tu che non hai mai letto un libro in vita tua sei esente dalla domanda. A me purtroppo è capitato con "Il giorno in più" di "Fabio Volo". Premetto non mi aspettavo di leggere chissà cosa solo che, dopo la visione del film nell'ormai lontano 2011 nelle sale cinematografiche e dopo l'acquisto più o meno obbligatorio del dvd



che reputo essere carino, simpatico, e perché no pure bello! Mi aspettavo che il libro da cui fosse stato tratto fosse qualcosa di simile. Attenzione, sapevo prima ancora di leggere che la storia per certi versi, ma che dico per molti fosse diversa da quella cinematografica, infatti il mio giudizio non è dettato da  tali cambiamenti. Sono deluso per il semplice fatto che l'ho trovato "noioso" e "debole" in confronto ai libri precedenti che il buon Fabio scrisse. Perché dopo la visione del film che mi piacque, sotto consiglio di qualche amico ed in particolare di uno che lo adora, tra l'altro mi regalò la copia di cui tutt'ora dispongo



                                       la primissima edizione della Mondadori datata ormai 2007


recuperai ( con molta calma perché ero impegnato in altre letture e queste le ho affrontate solo recentemente ) "Esco a fare due passi" ( romanzo d'esordio di Fabio Volo che trovai divertente, leggero con spunti riflessivi ), "E' una vita che ti aspetto" ( romanzo che apprezzo maggiormente tutt'ora di questo autore, perché finita la lettura rimasi con il tipico senso di vuoto di chi vuole sapere come continua, dove andrà a parare il tutto ma non ti è dato saperlo e quindi non resta che farti mille seghe mentali immaginando quel bagliore di positivo che vuoi accada ) "Un posto nel mondo" ( molto probabilmente il suo libro più maturo fra i quattro che ho letto e a detta di molti il più riuscito ).
La storia per chi non la conoscesse è semplicissima, parla di Giacomo, un trentenne abbastanza insoddisfatto della sua vita "banale" a detta di lui, il cui unico momento di felicità pare essere il mattino sul tram per andare al lavoro. Perché su quel mezzo quasi tutte le mattine incontra una ragazza da cui rimane affascinato e che paragona quasi come ad una sorta di manifestazione mistica dato che più volte lui stesso affermerà di non essere innamorato ma di provare una certa particolare adorazione per lei. Un giorno come per magia, la ragazza deciderà di fare il passo che Giacomo non ebbe mai il coraggio di fare, lo inviterà a bere un caffè, scopriremo il suo nome essere Michela, pure lei in qualche modo rimase colpita dal nostro protagonista ( ohw una bella storia d'amore sta per nascere *.* ) però il suo volle essere una sorta di rito scaramantico per togliersi un sassolino dalla scarpa giusto per non andarsene senza avergli parlato almeno una volta. Perché Michela per motivi di lavoro, il giorno dopo partirà per gli U.S.A, precisamente a New York per non fare più ritorno in Italia. ( sti cazzi che sfiga! ) Giacomo dopo qualche settimana decide di tirare fuori le palle e di rincorrere questa sorta di... chiamiamola storia d'amore. Non mi dilungo oltre sulla storia perché non voglio fare anticipazioni di alcun tipo per chi è interessato a recuperare tale lettura non avendola ancora affrontata.
Detto ciò, le premesse almeno per quanto riguarda i miei gusti personali erano ottime. Mi aspettavo una bella commedia romantica con spunti riflessivi come le sue opere precedenti... ed in effetti "Il giorno in più" è tutto ciò. A questo punto vi sorgerà spontanea una domanda se siete riusciti a leggere fino a qui e a non stancarvi, ma come? il libro è quello che ti aspettavi e non ti è piaciuto?! Si per un motivo semplicissimo, mi aspettavo un opera simile a quelle precedenti ma non un copia incolla. Perché ai miei occhi "Il giorno in più" mi è parso essere un copia incolla delle sue opere precedenti, in modo particolare di "Un posto nel mondo". Sia chiaro non copia incolla nel senso che la storia è la medesima, ma come si svolge e come viene narrato il tutto. Perché se la narrazione, la location ( una New York descritta nei minimi particolari, leggendo si nota come l'autore ami quella città ) e il fine stesso dell'opera siano diversi dal suo predecessore, per molti aspetti sono simili come lo stile di scrittura ( la storia è un lunghissimo flashback raccontata dal protagonista come nel precedente libro ) i personaggi sono gli stessi delle opere prime. Giacomo è lo stesso personaggio che troviamo in Nico di "Esco a fare due passi", il Francesco di "E' una vita che ti aspetto" e sopratutto e il Michele di "Un posto nel mondo", è lo stesso personaggio! Stesse paranoie, stessi modi di vedere la vita, battute medesime, lui solo lui! Sia chiaro non è per forza una pecca questa cosa, però dall'opera che tutt'ora pare sia essere quella che ha venduto di più mi aspettavo davvero qualcosa di diverso. Quasi sicuramente la colpa è mia che non ho fatto passare troppo tempo fra una lettura e l'altra, altrimenti forse tale fattore non avrebbe pesato. In più non sono riuscito a digerire per nulla il personaggio di Michela, lo trovata troppo antipatica e sicura di se per i miei gusti ( mi stava sul cazzo in poche parole ). Capiamoci questo è un mio limite personale, non è per niente sbagliata come cosa,  ho apprezzato molto di più la Michela della versione filmica, il cui carattere è si forte e di personalità ma non così eccessivo come quella del romanzo. Per concludere ( non intendo fare un elenco lunghissimo altrimenti non finirete mai di leggere e poi vi staro sulle palle io che ho scritto tutto, e questo non lo vogliamo entrambi si spera ) la lettura ai neofiti di questo autore mi permetto di consigliarla, si tratta pur sempre di una lettura leggera e la storia è molto carina. Per chi invece non intende leggersi il libro consiglio caldamente il film che come ho già scritto lo reputo superiore all'opera originale ( gli scambi di battute fra i due protagonisti li ho trovati sicuramente molto più divertenti ed interessanti di quelli affrontati nel romanzo ) sceneggiato dallo stesso Volo che reputo l'abbia migliorato e curato più di quanto avrebbe dovuto fare originariamente ( secondo me con il senno di poi deve essersi reso conto da solo di avere fatto una copia della sua opera precedente e volle rimediare... e poi dobbiamo considerare anche il fattore di adattamento a versione filmica per alcuni passaggi che non avrebbero mai reso ). Concludo la recensione con questa foto

Ebbene si... sono stato così stronzo da dire in giro che il libro mi piacesse un casino prima ancora di colmare tale lettura che ho finito col prenderne l'edizione limitata da collezione giusto per sostenere la tesi di quanto fosse stupendo questo romanzo, spendendo dei soldi per un prodotto che già possedevo gratuitamente e che non sono riuscito ad apprezzare, buttando 22 euro nel cesso...